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  • Agata

Queste Oscure Materie di Philip Pullman

Aggiornato il: gen 29



Probabilmente abbastanza conosciuta grazie alla recentissima serie televisiva in onda in questo periodo His Dark Materials, firmata HBO (come Il Trono di Spade), questa trilogia merita davvero una lettura, o una ri-lettura. Parliamo di un capostipite del fantasy contemporaneo, rispetto all’intramontabile Signore degli Anelli più slegato dal tema del fantastico (sebbene esso ne sia ancora la parte fondamentale) e più vicino alla nostra realtà. L’ambientazione infatti è quanto più varia possibile: l’autore si avvicina alla teoria del multiverso, ovvero l’esistenza di infiniti “mondi” paralleli, che distano dal nostro come un battito di ciglia ma invisibili e impenetrabili. La protagonista principale dei libri, Lyra, è una bambina di 12 anni che vive in una Oxford molto simile alla nostra, ma nel cui universo ogni persona ha un Daimon, ovvero una parte di sé che però è esterna al corpo, e prende la forma di un animale, che la accompagna dalla nascita alla morte.

Il Daimon dei bambini ha la capacità di mutare forma a piacimento, mentre con l’arrivo della pubertà e della crescita, si fissa in una forma che terrà fino alla morte, e che rispecchia l’animo della persona stessa. A lei si affiancheranno numerosi personaggi secondari, come i suoi genitori che l’hanno abbandonata da piccola, una compagnia di giziani, un aeronauta texano, un orso corazzato… ma anche un co-protagonista, Will, un ragazzo dodicenne dalla “nostra” Oxford. Esistono anche dei manufatti molto particolari, come l'aletiometro di Lyra, una sorta di bussola dorata, che le consente di conoscere la verità...

Fedelmente alla costruzione tipica del romanzo fantastico, alcuni di questi personaggi aiuteranno i protagonisti, altri osteggeranno la loro missione, che li porterà ad attraversare i vari mondi. L’ambientazione che in partenza è serena e giocosa, diventa ben presto cupa e a tratti quasi noir, con scenari caratterizzati dal freddo artico e dal gelido grigiore della morte. Il clima è sempre più permeato da un destino che dipenderà unicamente dalla nostra Lyra, sebbene per realizzarlo, lei debba esserne inconsapevole. Non mancano i momenti di azione e battaglia, intervallati saggiamente da momenti di riflessione e di scoperta, che si alternano in un ritmo mai lento e avvincente e che non permette di interrompere la lettura né di tirare il fiato.

Accompagneremo Lyra in questa avventura di ricerca e di crescita personale, che la porterà da bambina a giovane donna, avvicinandoci in questo senso al Bildungsroman, il romanzo di formazione, con tutto il carico emotivo che esso comporta.


Gli spunti di lettura di questa trilogia sono davvero numerosi, come i mondi che attraverseremo leggendola. Un punto sul quale penso sia doveroso soffermarsi è relativo al controllo mentale attuato dai poteri forti sul popolino, al fine di mantenere il controllo su di essi e quindi anche il proprio potere. In questo caso, parliamo niente meno che della Chiesa, con le sue oppressioni secolari, guerre sante, roghi di streghe, imposizioni e divieti. In questi romanzi l’egemonia della Chiesa è palpabile, e segue implacabile i protagonisti per fermare i loro sforzi, facendosi anche artefice di esperimenti scientifici estremamente crudeli per affermarsi in modo ancora più forte sulle menti delle persone. Si trovano rimandi alla molteplicità dell’essere umano, divisibile in corpo, spirito e anima (il Daimon), così come riferimenti ad Adamo ed Eva, al peccato originale, al giardino dell’Eden e all’angelo caduto. La Chiesa diventa quindi sia in senso proprio che in senso lato il vero antagonista di tutta la vicenda narrata, nel suo tentativo di privare le persone del libero arbitrio e di farle vivere secondo i suoi principi.

Allo stesso tempo la grande catastrofe che porterebbe l’umanità e la libera coscienza sull’orlo dell’estinzione in tutti gli universi, è proprio la ricerca scientifica incauta, la scissione dell’atomo ed il suo utilizzo spregiudicato, anche senza parlare di ordigni atomici.


Insomma, le chiavi di lettura sono davvero tante, ma penso che la particolarità davvero stupefacente di questi libri sia il punto di vista dei bambini, che permette al lettore di ritrovare quell’innocenza ed ingenuità che crescendo si dimentica, e che ci consente di immergerci in questo mondo (o meglio: mondi) con occhi puri e forse un po’ malinconici.

E alla fine ci chiediamo: chissà che forma avrebbe il nostro Daimon?


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