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La lettera perduta di Jillian Cantor

Updated: Jan 29


Con l’avvicinarsi della Giornata della memoria (lunedì 27/01/20), vorrei proporvi un romanzo davvero coinvolgente che ho letto e che ci riconduce ai tragici avvenimenti dell’Europa alle soglie del secondo conflitto mondiale.

Si tratta de La lettera perduta di Jillian Cantor, un racconto che gioca su due differenti piani temporali: l’Austria del 1939 e la Los Angeles del 1989.


Oltre alle vicende dei personaggi, che chiaramente ci coinvolgono sul piano emotivo, questo libro ci narra anche una parte di storia molto curiosa riguardante la resistenza ebraica di fronte all'inesorabile avanzare del potere tedesco, opposizione che si organizzò astutamente con diversi metodi per contrastare sia le operazioni militari, sia le deportazioni e le violenze sui civili. Ahimè, come ben sappiamo, purtroppo furono gocce in un mare di brutalità, ma pur sempre simbolo della tenacia e del coraggio di persone che rischiarono la loro vita per salvarne delle altre.

Nel caso specifico, qui si parla di messaggi segreti fatti passare attraverso l’uso di francobolli, oltre che della stampa di documenti falsi grazie alle doti degli stessi incisori, e la filatelia diventa appunto il perno centrale di questo libro meraviglioso.

Vi faccio notare che, mentre le vicende del romanzo sono di fantasia della scrittrice, è invece vero il fatto che nella resistenza i francobolli giocarono un ruolo importante nel passaggio di messaggi segreti.


Per tornare al nostro racconto, vi incontriamo inizialmente Kristoff, un giovane apprendista che si esercita nell'arte dell’incisione col bulino presso il laboratorio del famoso Frederick Faber, creatore di splendidi francobolli, in un piccolo paesino dell’Austria del ’38. Qui il ragazzo incontra e si innamora di Elena, una delle due figlie dell’artista presso cui vive, ma presto la situazione esploderà – il paesino verrà distrutto durante la Notte dei Cristalli – e loro si troveranno in pericolo in quanto la famiglia Faber è di religione ebraica. Riusciranno a salvarsi? Insieme o separatamente?

Questo ci è dato scoprirlo solo alla fine, grazie alle ricerche di Kate Nelson, giovane donna che, nella Los Angeles del 1989, si ritrova a gestire un’importante collezione di francobolli lasciatale dal padre, ormai ricoverato in una clinica per disturbi mentali. Fra le tante cose di nessun valore, la collezione contiene una curiosa lettera affrancata ma mai spedita, che ha come particolarità un francobollo che nessun esperto di filatelia è in grado di riconoscere. Kate, bisognosa di dare un significato alla passione dell’amato padre, decide di indagare e scoprire la storia che si nasconde dietro questa lettera. Questa ricerca la porterà a scoprire importanti verità sulla vita di persone che non aveva mai conosciuto, ma anche sulla propria.


Il racconto è ben scritto, appassiona e affascina, riuscendo a descrivere due mondi estremamente diversi – la fredda e buia Austria, contrapposta alla calda e rumorosa Los Angeles – con uguale entusiasmo e coinvolgimento, facendo commuovere il lettore per molteplici sentimenti diversi.


Infine, conviene fermarsi a riflettere sul dolore che è causato dall'odio e dalla violenza, sul fatto che qualunque regime, indipendentemente dal suo colore, è una terribile violazione della libertà e del diritto alla felicità di ognuno di noi.


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