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  • Agata

Figlie del Mare di Mary Lynn Bracht


Scrivo questa recensione con molta difficoltà, perché questo libro è stato davvero doloroso da leggere. Un libro ricchissimo di emozioni, molto toccante e quasi sconvolgente, che sfiora le corde più profonde dell’animo del lettore.


Un libro che parla della guerra e dei suoi orrori, della devastazione della psiche delle sue vittime, dei disturbi da stress post-traumatico e dell’accettazione di una nuova vita, marchiata a fuoco dal conflitto e dalle sue conseguenze, ma anche di compassione, gentilezza e amore: amore verso i propri genitori, figli e soprattutto amore verso i propri fratelli e sorelle.


La trama del libro segue infatti la vita di due sorelle, la maggiore Hana e la piccola Emiko, due ragazze coreane abitanti dell’isola Jeju nel mare del Sud della Corea. Sono figlie di una haenyeo, ovvero di una “sirena” asiatica: un ristrettissimo gruppo di donne che pescano in immersione subacquea in apnea, e vendono al mercato i frutti del loro durissimo lavoro. Nel libro traspare nettamente l’orgoglio di appartenere a questa comunità, dove la donna è rispettata e può sopravvivere in autonomia grazie al suo impegno. Le haenyeo sono donne forti, robuste e coraggiose, la cui vita è strettamente intrecciata al mare.

La guerra però distrugge la vita serena e spensierata delle due sorelline, separandole brutalmente e troncando il loro legame con il mare e con la famiglia. La sorella maggiore Hana viene rapita da un soldato giapponese e diventerà una donna di conforto, ovvero una prostituta al servizio dell’esercito giapponese sul fronte in Manciuria, senza possibilità di scelta. Questa storia di abusi, fisici e psicologici, cambierà per sempre la ragazza, che comunque riuscirà a mantenere sempre la sua umanità e il suo coraggio, nonché l’orgoglio di appartenere al mare come haenyeo. La sorellina Emiko invece si troverà a dover sposare un ufficiale per non essere imprigionata e forse uccisa. Seguiamo la sua storia nel presente, nel 2011, quando lei, ormai anziana e malata, cerca ancora la pace e l’assoluzione dal suo “peccato”, in una Seul profondamente modificata e avanzata, tecnologica e moderna.

A detta della stessa autrice, la scelta di seguire la vicenda dell’ormai anziana Emiko è dovuta al desiderio di staccarsi, anche solo momentaneamente, dal dolore straziante di Hana. In questo modo ci permette di vedere uno stralcio delle vicende dei sopravvissuti alla guerra, che chiedono al Giappone giustizia per le donne di conforto, una giustizia che forse non arriverà mai.


La scrittura non è mai troppo cruda, ma trasmette in modo eccezionale i sentimenti delle protagoniste. Una particolarità molto piacevole e distintiva sono i frequenti riferimenti al mare e all’acqua, nel descrivere le emozioni e i pensieri delle due sorelle, che richiamano la loro vita precedente, la casa e la famiglia. Numerosi flashback ci portano quindi a saltare dal passato felice e spensierato, al presente di Hana in Manciuria e poi Mongolia, al futuro di Emiko a Seul, in un libro mai statico né rassegnato, ma pieno di intraprendenza, coraggio e resilienza.


In questo originalissimo libro la seconda guerra mondiale e la guerra civile della Corea sono quindi descritte dal punto di vista delle donne, mai costrette a combattere sul fronte ma comunque strappate alla loro vita precedente e costrette a sopravvivere in un mondo spietato, fatte schiave sessuali o prigioniere, quando non uccise. Lo stupro e la violenza psicologica sono il tema centrale dell’opera, dove (con poche eccezioni) gli uomini rappresentano l’odio e la violenza, e dove i soldati, indipendentemente dalla nazionalità, portano solo orrore. Al contrario, tutte le donne presenti nel libro sono figure buone, gentili e caritatevoli, costrette ad affidarsi le une alle altre per poter restare umane e non perdere la ragione in questo nuovo mondo di violenza che sembra non poter mai finire.

Ho apprezzato molto che al termine del libro, l’autrice abbia riportato numerose altre opere e saggi che lei stessa ha letto e da cui ha tratto nozioni storiche accurate sulle donne di conforto e sulla vita in Corea durante la guerra. Questo libro è stato davvero difficile da leggere, e per buona parte del tempo ho avuto gli occhi lucidi. Ciò non toglie che sia un’opera da leggere almeno una volta, per entrare in contatto con una realtà pressoché sconosciuta nell'Occidente e descritta in modo molto realistico e storicamente attendibile, e per dare a modo nostro giustizia a queste donne che così tanto hanno subito a causa di una guerra crudele e fratricida.

Le protagoniste sono il cuore del romanzo, e restano davvero impresse nella loro fragile umanità, nelle loro paure e nei loro piccoli atti di coraggio e ribellione a una società che tutt’ora dopo più di 40 anni fatica a riconoscerne i sacrifici e il valore anche nella sofferenza più totale. Un libro che consiglio a tutti, uomini e donne, anche a chi, come me, è davvero molto sensibile e piange durante una lettura così toccante.

Voglio qui allegare una breve citazione dell’autrice stessa:

“Per non ripetere gli errori del passato, dobbiamo ricordarli. Libri di storia, canzoni, romanzi, film e memoriali sono importantissimi per aiutarci a non dimenticare mai e allo stesso tempo per procedere lungo la strada della pace” – Mary Lynn Bracht


Nella foto sotto: due anziane haenyeo al mercato del pesce.

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