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Abbronzati a sinistra di Elio Paoloni


Abbronzati a sinistra di Elio Paoloni è il racconto di un viaggio, intrapreso dallo scrittore, lungo il cammino di Santiago.

Il viaggio descritto si svolge su due fronti, il primo lungo i sentieri, le strade, i paesini di una Spagna che combina ruralità e turismo, il secondo, lungo i percorsi della mente, della spiritualità e della fede.


Il viaggio “fisico” è descritto in modo assolutamente sintetico, riassumendo all'osso le tappe percorse e le vicende rilevanti che si sono svolte, il tutto in modo talmente conciso da lasciare inizialmente interdetti. Presto però si capisce quanto l’attenzione non sia posta su ciò che accade come se fosse un semplice diario di viaggio, ma sulle cose che generano riflessioni, osservazioni sugli avvenimenti o sulle persone.

Infatti l’attenzione principale è rivolta al percorso “interno” che viene portato avanti dal viaggiatore. Si osserva come il pellegrino, partito carico di scetticismo, aspettandosi qualcosa, o forse niente, in cerca di una qualche redenzione o di un messaggio, di un segnale qualunque, modifichi il suo pensiero lungo il percorso.

Sono entrata subito in sintonia con i pensieri del pellegrino, forse perché io stessa mi sono trovata in vari momenti, talvolta nemmeno in modo così esplicito a me stessa, a interrogarmi su simili questioni. Ho apprezzato, anzi amato, l’onestà con cui vengono esposti i dubbi, i cambiamenti di idee, gli scivoloni filosofici, tutti quei processi mentali che fanno parte di ognuno di noi, ma che tutti attentamente censuriamo per paura di risultare incoerenti o scostanti. Meraviglioso elogio al turbamento! Alle domande senza risposta, o alle risposte che cambiano da un giorno all'altro, a volte anche solo nel giro di qualche ora.

La ricerca di una propria spiritualità, indipendentemente dal credo religioso, è un percorso ad ostacoli che ognuno di noi porta avanti, chi davanti agli occhi di tutti, chi segretamente nel suo intimo. Per qualcuno il percorso è lineare, fatto di accettazione, di fede nel senso più tondo, intesa come fiducia limpida nel credo tramandato.

Per altri il cammino è più tortuoso, per chi non può fare a meno di porsi tante domande, per chi diffida persino dei propri pensieri, o si mette tanto in discussione da non avere mai un punto fisso a fare da perno. Talvolta i punti fissi ci sono, ma sono come boe perse in un mare in tempesta.


A quest’ultima categoria sembrerebbe appartenere lo scrittore, che scandaglia il proprio animo ed i messaggi esterni costantemente alla ricerca di qualcosa, di un segnale o di una rivelazione. Senza mai mettere in dubbio la sua fede, ne ridimensiona in alcuni momenti i poteri, la portata, per poi tornare sui suoi passi.


Per quanto il tema sia importante e lo scrittore una persona di vasta cultura, che fa quindi riflessioni e riferimenti anche di alto livello, non mancano pensieri ironici, in alcuni casi blasfemi, meravigliosamente terreni.

Alle riflessioni sul sacro si alternano ragionamenti profani che, oltre a strappare una risata, ci permettono di restare in sintonia con la persona, in fin dei conti così simile a noi, in bilico tra preghiere e bestemmie.

Leggendo questo libro si rimpiange di non essere stati veramente lì, in mezzo alla combriccola, a percorrere veramente quel cammino. Tuttavia, alla fine del libro, si ha la percezione di avere comunque fatto, in qualche modo, il percorso insieme a loro e di aver forse raggiunto una qualche meta.


Quale sia, solo ognuno di noi può dirlo.


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